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Notizie

Per snellire la giustizia è necessario riattivare l'istituto della mediazione

     

di Bruno Ferraro (Presidente Aggiunto Onorario Corte di Cassazione)

Libero, 10 febbraio 2016

Ogni anno, con l'apertura dell'anno giudiziario presso le Corti di Appello e di Cassazione, si ripete il ritornello di una giustizia troppo lenta, i cui tempi sono ben al di sotto degli standard europei e non invogliano gli investitori stranieri a operare sul nostro territorio. Discorso analogo si fa sulla burocrazia, che fa perdere fino a cento giorni di lavoro all'anno, giorni sottratti all'attività di impresa.

Nel 2010, con l'introduzione della mediazione obbligatoria, si tentò un deciso passo in avanti, allineandosi ai Paesi europei e americani che la praticano dagli anni Settanta con esiti positivi. Personalmente, sposando la cultura della mediazione, ne sottolineai l'utilità, la modernità, un'intrinseca superiorità rispetto alla stessa giurisdizione. Quest'ultima infatti risolve un contenzioso con pesanti costi ed enormi ritardi, mentre la mediazione restituisce alle parti un ruolo di protagonisti, aiutandole a trovare, con la collaborazione di un mediatore terzo, una soluzione equilibrata, che soddisfa entrambi i litiganti ed evita penosi strascichi giudiziari. L'obbligatorietà delle procedure di mediazione era necessaria per innescare un processo virtuoso che avrebbe trasformato una realtà di irriducibile contrapposizione facendo nascere nel nostro Paese quella cultura della mediazione che, altrove, si è ormai affermata.

Sappiamo come è andata. L'ostilità della categoria forense è stata immediata, fondandosi su argomentazioni in gran parte strumentali: impreparazione dei mediatori, costi, durata delle procedure. A nulla è valso rimarcare l'esistenza di corsi di formazione e aggiornamento, la presenza di tariffe ministeriali, la vigilanza sugli organismi, la previsione di una durata molto contenuta rispetto ai tempi del tribunale.

È intervenuta ad un certo punto la Corte Costituzionale che non dichiarò illegittima la mediazione ma che il governo, introducendo l'obbligatorietà, aveva violato la delega conferitagli dal Parlamento incorrendo in un eccesso. Molti organismi hanno chiuso per impossibilità di sostenere i costi (una sede, almeno due segretari, una fideiussione bancaria di notevole importo). Gli interventi successivi del legislatore sono stati meri palliativi. L'obbligatorietà è stata limitata a poche materie: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con un altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, contratti bancari e contratti finanziari.

La mancata partecipazione alla procedura non è stata adeguatamente sanzionata. L'obbligo per il legale di informare il cliente sulla possibilità della mediazione si risolve in una firma apposta in calce a un prestampato. Si è data la possibilità di far comparire innanzi al mediatore non le parti ma i loro legali: gli avvocati sono diventati mediatori di diritto, quindi esentati dall'obbligo di frequentare un corso di preparazione. E stata introdotta la cosiddetta negoziazione assistita, strumento con cui gli avvocati possono evitare la mediazione anticipandola attraverso libere trattative stragiudiziali. Il bilancio è sotto i nostri occhi. Crescono i giudizi, si allungano i tempi, aumentano i costi, la giustizia civile attraversa una crisi profonda. Quale speranza per uscire dalla "morta gora"? La speranza riposa nei giudici e nell'Europa. I primi possono ampliare gli spazi della mediazione delegata, assegnando alle parti un termine per effettuarla. L'Europa potrebbe e dovrebbe intervenire per sanzionare la sostanziale disapplicazione, da parte dell'Italia, dell'istituto. Ci pensi soprattutto il governo Renzi, se lo vuole, ad adottare le contromisure. Per essere, almeno in questo, veramente europei.

 

Pecoraro (ANPAR): «Siamo soddisfatti per l’attenzione della Commissione Europea»

«La Commissione Europea ci ha comunicato di ritenere “ricevibili”, a norma del Parlamento Europeo, le questioni sollevate con la nostra petizione dello scorso anno»: così Giovanni Pecoraro, giurista d’impresa e Presidente di ANPAR - Associazione Nazionale per l’Arbitrato & la Conciliazione. «Avevamo chiesto di verificare se con la legge (98/2014), in materia di mediazione, erano state introdotte norme che oltre a essere anticostituzionali, ledevano i diritti dei cittadini poiché non esiste volontaria giurisdizione da parte di questi, nel senso che è proibito al cittadino e al consumatore di gestire esse stesse il procedimento di mediazione, ma è stata imposta l’assistenza obbligatoria da parte di avvocati in detti procedimenti; ma ha anche affidato agli ordini professionali dell’avvocatura canali privilegiati quali essere mediatori di diritto e di provvedere ad aggiornamenti professionali diversi da quelli stabiliti dal D.M. 180/2010. Non è possibile che questi ordini possono dettare regole e/o avere controllo su altre Associazioni e/o ordini regolamentati. La materia extragiudiziale come giustamente stabilito dalle Direttive europee è di esclusiva competenza di organismi di mediazioni sorvegliati dal Ministero di Giustizia», prosegue Pecoraro.

«ANPAR ritiene assurdo che il mediatore e l’organismo debbano gratuitamente svolgere il primo incontro di mediazione, mentre obbligatoriamente i cittadini debbano farsi assistere da un avvocato, che è mediatore senza formazione e senza adeguata preparazione in materia di risoluzione di controversie extragiudiziali. La materia, secondo la Commissione rientra, infatti, nell’ambito delle attività dell’Unione Europea. La Commissione ha altresì comunicato di aver avviato l’esame della petizione e di aver deciso di chiedere alla Commissione Europea di svolgere un’indagine preliminare sui vari aspetti del problema», aggiunge il Presidente di ANPAR.

«Siamo soddisfatti per l’attenzione che la Commissione Europea sta ponendo su temi tanto delicati quali la risoluzione di controversie extragiudiziali e la qualità della vita dei cittadini, indipendentemente dall’esito che le verifiche avviate avranno», conclude Pecoraro.

Controversie dei consumatori nazionali e dell'U.E. senza l'obbligo di assistenza legale.

Con l’entrata in vigore del d.lgs. 6 agosto 2015, n. 130, entro il  9 gennaio 2016  secondo quanto previsto dal Regolamento di esecuzione (UE) 2015/1051 della Commissione, accanto agli organismi di mediazione entrano nel sistema extragiudiziale anche gli organismi ADR, ai quali spetta il compito  di risolvere le controversie, nazionali e transfrontaliere, tra consumatori. I procedimenti hanno una durata massima di 90 giorni e sono quasi gratuiti; inoltre, le parti potranno partecipare alla procedura ADR senza l’obbligo di assistenza legale. L’obiettivo di tale previsione è quello di offrire al consumatore una serie di strumenti alternativi, rapidi ed economici, di risoluzione della controversia senza dover necessariamente ricorrere al giudice statale. Dall'attenta lettura del citato regolamento par di capire, che  l'efficacia "dell'obbligatorietà della mediazione e l'assistenza legale", vigente oggi nel nostro Paese ,previste nel  decreto legislativo 28/2010 e D.M. 180/2010, non hanno più motivo di esistere. Allo stato, secondo quanto affermato dal Dipartimento Giustizia dell'U.E  la Direzione generale del ministero di Giustizia  non ha ancora inviato l'elenco degli organismi idonei e tecnicamente organizzati  alla "Piattaforma" per cui i consumatori  italiani sono costretti a non poter risolvere eventuali controversie con  fornitori e/o clienti facenti parte dellU.E.

RCA Auto - nuove norme a favore dei consumatori

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PUBBLICHIAMO L'INFORMATIVA DELL'IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni)

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RICERCA REVISORI REGGIO CALABRIA

17/05/2013

La confederata A.N.RE.C. ci invia il seguente comunicato:

Gentili Sig.ri, sono il presidente di ............., associazione di .............. con sede a Reggio Calabria. Abbiamo la necessità di definire il collegio dei revisori contabili. 

Vi chiedo la disponibilità di inviarci dei nominativi di professionisti competenti, operanti su Reggio e provincia, cje possiamo contattare per una richiesta di preventivo e definizione, eventuale, della collaborazione............

Gli interessati sono pregati di inviare urgentemente curriculum vitae all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.